Tra riflessioni ed aspetti contrastanti
Leggo sempre con piacere il "Radar" di SWG S.p.A.
Quest'ultima edizione era ricca di spunti interessanti, su tutti però mi sono soffermato sul "Pannello SWG" che chiude sempre le slide anticipando i sondaggi politici.C'è davvero poco da dire, le linee sono eloquenti: il Governo di Giorgia Meloni continua ad avere, meritatamente, le vele spiegate. Tutti gli indicatori negativi sono in calo, mentre quelli positivi in netto rialzo e questo deve far riflettere dalle parti del Nazareno, la cosidetta "luna di miele" con gli italiani prosegue.
Il prossimo banco di prova saranno le Europee, lì la nuova segreteria avrà solo due - non tre - risultati possibili: sopravvivere o capitolare e, anche in questo, l'ultimo Radar viene in soccorso degli europeisti tracciando linee ben definite riguardo desideri e perplessità degli elettori.
Il giudizio sull'operato è finora impietoso: dal 2020 al 2023 gli italiani hanno cambiato, in negativo, il loro giudizio sulla direzione intrapresa dell'UE.
La maggioranza degli elettori pensa che sia necessaria "Maggiore attenzione al benessere dei cittadini".
Come continuo a scrivere da settimane è importante agire subito: il centrosinistra rischia una débâcle totale tra poco meno di un anno. Gli elettori, scontenti, dovranno scegliere tra chi ha sempre sostenuto l'Europa e il suo status e chi, invece, dice di volerla cambiare da tempo, avendo oltretuttto, il suddetto vento in poppa.
Come potrà finire secondo voi questo scontro?
Il PD non ha davvero niente da perdere, i sondaggi come al solito, da anni, lo stimano tra il 19 e il 21%, punti che non vanno "né giù, né su" come l'Ovosodo di Virzì. C'è bisogno di accellerare e di un impegno senza precedenti da parte di tutti i candidati, sui territori, nelle sezioni, nella comunicazione.
Il grande traguardo è contenere i danni, qualificarsi senza perdere troppo terreno e proseguire senza ulteriori scossoni.
Fanno sorridere le parole di qualche dirigente che ipotizza "un'opposizione che scavalca il Governo alle prossime europee", analisi di chi non si rende minimamente conto del rischio che corre la democrazia in Italia con un'opposizione completamente dilaniata e un Governo sempre più forte (ragionamento al di là dei colori politici).
C'è da recuperare fiducia e credibilità che già sarebbe un'impresa ardua, figuriamoci con la spada di Damocle del Qatargate che tornerà, tra una decina di mesi, a fare capolino sulla testa dei candidati progressisti.
Ma vi Vogli fare soffermare su un a dinamica che può avere tante riflessioni e tanti aspetti opinabili o meglio di dialogo su questo argomento aldilà delle posizioni politiche è qui che la sfida della politica alternativa riformista deve fare la differenza: nell'indagine dell'ISTAT "Preoccupazioni ambientali e comportamenti ecocompatibili" ci sono degli elementi molto interessanti che raccontano un'Italia molto più attenta e sensibile ai temi dell'ambiente di quanto crediamo.
Sale di oltre quattro punti la preoccupazione per la crisi climatica (56,7% rispetto al 52,2 nel 2021) e rimane stabile quella per l'inquinamento dell'aria: due temi che preoccupano almeno un cittadino su due del nostro Paese.Molto deludenti invece le preoccupazioni scaturite dalle catastrofi procurate dall'uomo (25,9%) e dalla triade dissesto idrogeologico, distruzione delle foreste e inquinamento del suolo, tutte sotto al 22,5%: in un'Italia fortemente colpita da questi fattori è davvero difficile da accettare, segno che c'è, molto probabilmente, un'errata narrazione o scarsità di informazioni e approfondimenti a riguardo.
A chiudere questo bel documento un dato sconcertante: molto più preoccupati gli abitanti del nord rispetto a quelli del sud riguardo le tematiche ambientali, mentre è al sud la maggiore preoccupazione riguardo la produzione e smaltimento dei rifiuti, con picchi molto alti nel Lazio e in Campania.
I laureati staccano di oltre 10 punti le persone con al massimo la licenza media per quanto riguarda la preoccupazione rispetto ai cambiamenti climatici, di 13 punti per la produzione\smaltimento dei rifiuti e di sei punti per l'inquinamento delle acque.
Nota simpatica, a mio avviso, è la risposta molto gettonata sulla questione "comportamenti sostenibili": quasi un italiano su due (49,6%) pensa che evitare una guida rumorosa sia d'aiuto, immagino per l'inquinamento acustico, questione che però desta preoccupazione solo a un italiano su 10 (12,1%).
Qui sotto il grafico dell'evoluzione negli anni, da notare come l'"effetto serra" del 1998 e i "cambiamenti climatici" si siano invertiti: molto interessante.


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