Zaky libero, ma ora verità sul caso Regeni.

Aldilà dell'ottimo lavoro svolto dal ministro degli esteri e dallo stesso governo di destra nonché della prima ministra Giorgia Meloni sul piano di riportate Zaky in patria dopo aeese inciapato in un reato d'opinione, la grazia di Al Sisi è sinonimo di dialogo di conversazione e convergenza d'opinioni tra stati, ed allora ben venga questo e ben venga la risoluzione del problema mediante una mediazione governativa assai esaustiva, bravo il Governo, Brava Giorgia Meloni e Tajani in testa, riportare un concittadino o meglio ancora uno studente non italiano ma che studia a Bologna e frequenta l'università, è sempre molto bello nonché vittorioso. Detto questo è non voglio assolutamente innescare una polemica oppure una controversia ma voglio tranquillamente esternare la mia soddisfazione e anche merito al governo, congratulazioni d'obbligo ci mancherebbe altro, ma mi verrebbe anche da fare questa riflessione e ve la pongo qui su questo blog: La verità su Regeni, italiano, non la sapremo mai. Però in compenso Zaki, egiziano, può tornare a Bologna. Con esplosioni di gioia della sinistretta radical chic, quella dei diritti degli altri e dei rovesci tutti nostri. Il tutto realizzato da un governo di destra. Non c’è che dire. Un paese di cialtroni. Una riflessione un po' di petto ma anche molto di pancia e cuore, per carità so che detta così può sembrare molto discutibile alquanto forte con me tono, ma è ciò che in questo momento penso e provo. Era chiaro che ci sarebbe stato un oblio tombale su Giulio. È la prima cosa che ho pensato..... però sono felice che Patrick sia libero.....sul paese.....concordo su questo mio personale pensiero citato, sicuramente qualcuno mi dirà: Tanto qualcuno dirà che l'importante è vincere.. cioè raggiungere l'obiettivo... Per carità se.questo è quello che si vuole prendere ben venga ma bisogna esaminare bene il caso Regeni o meglio esaminare il nulla di fatto. Ed allora è giusto dire è sottolineare bene con lettere gubitali che:
L'Italia non deve lasciare che l'Egitto usi la libertà di Zaki per dare un colpo di spugna su Regeni. La decisione di al Sisi prova ad aprire una nuova stagione diplomatica fra Egitto e Italia. Ma dopo la sacrosanta liberazione di Patrick Zaki, la morte del giovane ricercatore non deve essere cancellata dalle priorità del governo. Si chiude così la vicenda del neolaureato all'università di Bologna, che da 3 anni aveva sconvolto l'Italia, dove la ferita ancora aperta dell'omicidio di Giulio Regeni da parte delle forze di sicurezza egiziane aveva fatto temere il peggio per il ragazzo. Ma anche con la grazia, resta il rimorso per i quasi due anni già trascorsi in carcere da Zaki, senza che l'Italia sia riuscita a fare qualcosa per lui prima. 

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