La BCE è i suoi tassi!!!!

 

Bce di metà settembre

Dieci rialzi
450 punti base in 14 mesi
I mercati intravedono l’ultima tappa del viaggio
Lo statement scandisce il momento:
Il livello raggiunto dai tassi, se mantenuto per una giusta durata, è congruo con il raggiungimento del target di inflazione
Ci siamo.
Hawkish pause!
“Sì, ma niente di serio”
Dovish hike!
La spilla a forma di civetta da un po’ di tempo è sparita dai radar
Ognuno scatta la sua fotografia del momento:
Lagarde sceglie la bassa saturazione; il filtro “Paris” ce l’ha naturale
Equity e bond entrano a fuoco, muovendosi nella stessa direzione, opposta al 2022 
L’euro eccede coi contrasti e sfoggia un rosso da codice d’emergenza
Il dito indice sale verso il cielo in segno di domanda
Le parole rimbalzano nella stanza come quando chiedi a qualcuno cosa fa per Capodanno:
-Ma allora, quand’è che si taglia?

UNA SOMMA DI ERRORI
Come avviene ormai da tempo, anche nella conferenza di oggi della #BCE Christine #Lagarde ha bacchettato i governi europei, che con le loro misure fiscali indiscriminate contro il caro-energia hanno peggiorato la situazione dell’#inflazione. Oggi questo monito si è tradotto in una minaccia: se i governi continueranno con questo approccio, costringeranno la BCE a una stretta monetaria ancora più forte. L’#OCSE stima che il 78% delle misure contro il caro-energia fin qui introdotte dai governi siano state indiscriminate: non mirate per sostenere le fasce più deboli della popolazione e del settore produttivo. Questo ha impedito una risposta della domanda proporzionale alla stretta monetaria, portando a una discesa meno rapida dell’inflazione. Prima la BCE ha sbagliato a gestire l’inflazione, considerandola troppo a lungo un fenomeno solo transitorio: ha continuato a supportare un’economia già in surriscaldamento, contribuendo a far impennare l’inflazione fino al picco del 10,6%. Poi è arrivato l’errore dei governi con la loro espansione fiscale indiscriminata, che potrebbe costringere a sua volta la BCE a un ulteriore errore di politica monetaria: un eccesso di restrizione. Gli errori si alimentano a vicenda e a farne le spese è la crescita, le cui previsioni sono state riviste al ribasso in pochi giorni dalla Commissione Europea e dalla stessa BCE.
La Bce più o meno inaspettatamente ha alzato tutti e tre i tassi di riferimento dello 0,25%.
Indubbiamente il livello assoluto inizia ad essere rilevante e per chi ha un finanziamento a tasso variabile (che sia un'impresa o una famiglia), considerato anche lo spread applicato, sono problemi non di poco conto.

Non si capisce fino in fondo la ratio della Bce considerato che l'economia UE sta dando chiarissimi segni di netto rallentamento.
Il dubbio è che non vogliano far indebolire ulteriormente il cross Eurusd visto che il petrolio sta superando 90 usd.
Peccato che sono usciti dati sulle vendite al dettaglio US nettamente più forti delle attese e che la bilancia pesi sempre più dall'altra parte dell'oceano. Il cambio è sotto 1,068.

Potremmo quindi avere la non piacevole situazione di un'economia UE in stagflazione e quella USA ancora a velocità sostenuta.
Possiamo ringraziare l'assenza di politiche economiche europee funzionanti e nella fattispecie l'assenza di una vera politica energetica.



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