Futuro con meno auto si può!!!!!
Negli anni '70 non c'erano limiti alla circolazione delle auto in città. Con la diffusione di massa dell'automobile, la mobilità urbana era stata ripensata secondo una visione che metteva l'auto al centro. Questo approccio negli anni però iniziò a generare una serie di effetti collaterali, tra cui congestione stradale, inquinamento dell'aria e problemi di occupazione del suolo pubblico.
Negli anni '80 iniziò a farsi strada la consapevolezza che questa situazione non poteva durare a lungo. La crescente congestione aveva un impatto negativo sulla qualità della vita e l'inquinamento dell'aria stava diventando una preoccupazione sempre più sentita dai cittadini. Le città iniziarono ad adottare misure per limitare l'accesso delle auto. Queste iniziative comprendevano l'istituzione di zone a traffico limitato (ZTL), dove solo veicoli autorizzati potevano entrare, e l'introduzione di parcheggi a pagamento per disincentivare l'uso eccessivo dell'auto.Negli anni '90 questa tendenza è proseguita con l'espansione delle zone a traffico limitato e l'implementazione di politiche di pedonalizzazione che sono continuate fino ai nostri giorni.
Spesso queste riforme trovano opposizione da parte della cittadinanza. Eppure riguardando queste foto del passato è difficile provare nostalgia per un'epoca in cui le auto occupavano gran parte dei centri delle città. Un sintomo del fatto che forse quando si sceglie di restituire alle persone lo spazio che era stato destinato alle auto, poi difficilmente si torna indietro.
Ecco perché è importante conoscere le storie delle nostre città, che sempre più scelgono di trasformare gli spazi urbani, sottraendoli al traffico dei veicoli per restituirli all’incontro tra persone. Molto spesso grazie alla spinta fondamentale di gruppi di cittadini. Forse si perde qualcosa in termini di comodità individuale, ma ci si guadagna collettivamente in termini di qualità della vita.
Un argomento sensibile che si può urtare contro la sensibilità, nonché, contro quella industria automobilistica che accentra nel proprio potere la divulgazione di alcuni motori, macchine e quant'altro.
Città liberate da molte auto al centro (ci sono anche i parcheggi sotterranei) ma dipendenza dalle auto aumentata, le auto sono aumentate. Troppo spesso si lavora distanti da casa e si è obbligati ad avere la macchina, ma anche per carenza di infrastrutture alternative oltre che per una strutturazione del lavoro basata ancora troppo sulla presenza fisica anche ove si potrebbe evitare o ridurre. c'è anche un abbandono generalizzato dei centri storici da parte dei residenti che va tenuto in conto. Comode per il tempo libero e il per esplorare, in i viaggi in macchina e a le road trip, sono meravigliosi ma usare più il veicolo per lavoro che per il tempo libero è assurdo.
Postiamo qua alcun foto per far capire l'argomento:



Commenti
Posta un commento