Opinioni con dati alla mano
È molto interessante leggere oggi tutte le disamine, gli approfondimenti, i dubbi, i fact-checking riguardo al primo anno di Governo Meloni.
Al di là delle promesse non mantenute come il taglio delle accise sulla benzina, il rinnovo dei contratti della PA, la Flat-Tax e l'annosa questione del "blocco navale" quello che non mi sembra di scorgere in nessun quotidiano, tweet o blog è l'analisi pre-elettorale di questo primo anno.
Il Governo Meloni ha sostanzialmente, punto più punto meno, consolidato e aumentato il suo consenso: oggi FdI si trova, secondo "supermedia" YouTrend al 28,7%, un anno fa circa era al 24,4%. Il PD si trovava invece al 21,5%, oggi veleggia intorno al 19,7%. I 5S erano al 13,2, oggi al 16,5%.
Questo cosa ci racconta?
Che nell'ultimo anno il Governo Meloni, pur tra mille difficoltà è riuscito a convincere, entusiasmare anche i propri elettori e ne ha acquisiti tra gli altri schieramenti, tra i non votanti.
All'opposizione fondamentalmente i voti si sono spostati un po' qui e un po' lì, testimoniando, di fatto, la loro completa inadeguatezza al ruolo.
Non c'è mordente, le proposte sono poco affascinanti, poco sostenute. Il continuo battibecco tra le due forze "a sinistra" della Meloni sfiducia, scoraggia, crea indecisioni ma, fondamentalmente, non scalda. Anzi.
E siamo solo all'inizio di un percorso, quello verso le Europee, dove i toni si acuiranno sempre di più, dove le due forze cercheranno di sbranarsi a vicenda per un punto percentuale.
A volte, non serve un grande esperto di politica, ma un vecchio saggio in grado di ricordare la semplice regola "tra i due litiganti..."
Il primo guanto di sfida l'ha lanciato già Conte pochi giorni fa, attaccando il PD sui migrati, la reazione dalle parti del Nazareno è stata tiepida e l'"avvocato del popolo" ha conquistato il primo round.
L'unione quindi non s'ha da fare, la Schlein ha sicuramente tentato più volte la strada anche cedendo il passo ai 5s in alcune elezioni, cercando di non attaccare, creando momenti di condivisione ma non c'è nulla che tenga: la strategia dei "grillini" è quella di provare a essere leader di questa opposizione, proponendo i temi e consolidando l'indubbio successo che ancora riscuote Giuseppe Conte.
A cosa porterà questo? Nel prossimo anno se le daranno di santa ragione e, invece, al prossimo appuntamento nazionale, quello dove conta essere uniti, si daranno caldi abbracci e belle strette di mano risultando poco credibili ai più, irritanti per molti.
Poi il finale di stagione lascerà tutti di stucco: la destra trionferà anche in Europa e non solo in Italia, ma anche gli altri Paesi si uniranno spinti da questa nuova ondata. Francia, Germania e Spagna contribuiranno a rendere un po' meno europea l'UE. Noi restiamo in attesa delle facce sbigottite e delle manifestazioni di piazza contro la deriva inumana delle destre.
Inefficace e tardiva, come sempre.

Commenti
Posta un commento